La banalità del male

“La banalità del male”. Il mio primo lavoro di scultura. Questa opera dà inizio al mio percorso di scultore. 

La figura nasce quasi per la curiosità di lavorare il materiale, anche gli attrezzi con cui ho sbozzato ed intagliato il blocco sono di fortuna: cacciaviti e lime per ferro prontamente affilate. Come sia nata mi è difficile spiegarlo. Sono intervenuto direttamente sul marmo senza disegno preparatorio, guidato dai pensieri e da quello che si coglie dalle forme sbozzate.

Il senso del dolore (la tortura) e l’annullamento dell’identità umana, sono stati gli stimoli che mi hanno suscitato la scultura.

Il titolo è una cosa molto più seria, presa direttamente dall’opera di Hannah Arendt.

Marmo statuario 2003