Progetto “Da sogni di pietra alla pietra dei sogni”. “Il Cavatore dormiente”

 

Dalla sensibilità di Ireneo Passera e dall’incontro quasi casuale con Gae Valle, attivo nella valorizzazione e promozione del territorio coniugando ambiente e cultura nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, è nato il progetto “Da Sogni di Pietra alla Pietra dei Sogni”.

“Il CAVATORE DORMIENTE”,  opera di Ireneo Passera scolpita nel marmo bianco del Massucco  della Val Sorba, Rassa (VC),  ha rappresentato l’occasione di riscoprire a distanza di 500 anni  un materiale rimasto dimenticato nell’antica cava.

Marmo del Mssucco
Gae e Ireneo trasportano il blocco del marmo del Massucco

Per la realizzazione del “Cavatore Dormiente” l’artista si è fatto accompagnare dalla guida Gae Valle e da Danilo Bordiga nei pressi della cava a due ore di cammino da Rassa, per scegliere un blocco e portarlo sulle proprie spalle sino al laboratorio.

E’ nella fase di studio della pietra che si risveglia e concretizza la figura nell’altorilievo, un soggetto scultoreo che porta con sé l’eredità di una storia antica, legata al marmo bianco del Massucco.

Marmo del Massucco
Il Cavatore dormiente

Il volto scolpito del Cavatore Dormiente, donato all‘Associazione Culturale WILD, diventa così il simbolo di un progetto in divenire che vedrà, in occasione della fioritura della Colonia delle peonie selvatiche del Massucco e nei mesi successivi, la presenza dell’artista Ireneo Passera  presso la cava per estrarre dal marmo un’opera che  troverà ispirazione e il proprio motivo e senso di esistere in sintonia con la natura circostante.

La scultura, esempio tangibile del connubio arte e natura, sarà testimonianza e stimolo per la realizzazione di un museo artistico marmoreo a cielo aperto in Valsesia, nelle cosiddette Terre Alte.

“Ma ciò che farebbe la ricchezza di questo paese [ Rassa (VC) n.d.r.] è il Marmo Statuario del Massucco (…) marmo traslucido, bianchissimo e quasi diafano (…) nel secolo XVIII si intavolarono trattative per la coltivazione (della Marmoriera) e per la cessione all’amministrazione del DUOMO DI MILANO. (Don Luigi Ravelli, VALSESIA e MONTEROSA, Novara 1929).

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