Verso il Museo a cielo aperto

È sulle mie stesse tracce che ormai ripongo il passo su quel percorso. Ho ancora il ricordo dei maggiociondoli fioriti, accesi di un giallo intenso tra le rocce ed il sentiero fino all’alpe, emanando un leggero ma intenso profumo dolciastro, ricordando nel loro cascare a grappolo il fiore e il sapore dell’acacia. Salendo fin sul monte del Massucco, di volta in volta li ho guardati tracimare con impeto di colore ovunque, e poi appassire sotto una coltre di fogliame, rimescolandosi nel verde intenso della folta vegetazione. Mi sorprendo ancora ad ammirare quel paesaggio che si trasforma di volta in volta, mentre risalgo per raggiungere quelle terre avare, e riprendere a scolpire, isolato, il marmo traslucido sotto la cava. Non risento della solitudine e del distacco dalla quotidianità. Mi sento parte integrante di quel contesto.  In quella pietra inerme, martoriata da tempo dalle stagioni, cerco di imprimere le emozioni che colgo dalla natura.

Sono le forme disegnate dall’acqua, le forme della terra che s’aggrappa alle rocce, che s’innalzano e sostengono le nuvole ed il cielo, mentre il fragore, adesso meno impetuoso della Sorba, mi è compagno di cammino, di lavoro e nel riposo. Ho di fronte il Massucco con il suo marmo, con la sua storia poco raccontata che mi sta aspettando. Ascolto durante il cammino i miei pensieri, quello che ho lasciato sospeso la settimana prima, e quello che andrò a continuare. Voglio lasciare in quel posto una testimonianza di qualcosa che per me è diventato importante con l’andare del tempo. Le notti trascorse all’Alpe Toso, dove il vento colloquia con il silenzio e le stelle rapiscono lo sguardo rendendo quieto l’animo, portano il sonno  e mi riportano ad un nuovo mattino. Mi rivesto di abiti che sanno di sudore e di pulviscolo di marmo. Marmo che ancora caparbiamente mi resiste e mi trascina in nuovi ed inattesi percorsi, che m’invoglia e stimola a cercare di liberarlo da ciò che custodisce gelosamente nella sua “anima”: una sfida che ho deciso di affrontare da solo, lassù, fino in fondo.

La cava del Massucco – Rassa (VC)

Un altare naturale di montagne si apre sul sentiero tutt’intorno a quel blocco bianco, che si contrappone per luminosità alle pietre circostanti annerite dal tempo. Il lavoro di scultura all’Alpe Massucco sarà il primo a concludersi quest’estate. Il progetto dell’Associazione Wild prevede di creare con il marmo locale di Rassa un MUSEO A CIELO APERTO in cui verranno progressivamente inserite altre opere. Dimostrando un profondo senso di valorizzazione del territorio, l’Associazione Wild ha dato inizio così alla realizzazione del Progetto “DA SOGNI DI PIETRA, ALLA PIETRA DEI SOGNI”.

Sarà un lavoro impegnativo e  complesso quello che mi coinvolgerà fino al prossimo 5 agosto, quando sarà possibile con la guida Gae Valle percorrere il sentiero che porta all’Alpe Massucco  e apprezzare la scultura terminata, collocata nel suo contesto naturale. Sempre in quell’occasione Cesare Locca ci parlerà dell’origine del marmo di Rassa e della sua storia.

 

Mostra personale a Guardabosone (VC)

Una nuova occasione di riproporre il percorso artistico di Ireneo Passera.

La nuova Mostra di  IreneoPasserascultore: “Custodi di storie e di memorie”  a Guardabosone 26 luglio – 2 settembre 2018, Centro polifunzionale, Piazza Repubblica, nell’ambito dell’iniziativa “Estate in piazza” organizzata dal Comune di Guardabosone. Orari 15.00 – 18.00 nei giorni festivi e durante le manisfestazioni previste dall’evento. Inaugurazione il 26 luglio alle 21.00. Non perdetevela!